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Scheda
61 [TAV.
XXXI] [Inv]: 8/RE Pompeo Mariani, 1857-1927 La preghiera dell'arabo olio
su tela, cm 132x62 firmato: «POMPEO MARIANI esposizioni: Verona, Società
Belle Arti, 1883, n. 45 restauri: Pierpaolo Cristani, 1995. Tra i dipinti di Dall'Oca Bianca, nelle sale della Gran Guardia in occasione della mostra della Società di Belle Arti nell'inverno del 1883, quest'opera di Pompeo Mariani, allora venticinquenne, venne esposta accanto a una tela dello zio Mosè Bianchi con Il Ponte di Rialto a Venezia. Questa presenza lusinghiera veniva a segnare per il giovane Mariani il fortunato rientro da un viaggio al Cairo, fra il 1880 e il 1881, in compagnia degli amici pittori Umberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, forte di un’esperienza che gli permise di presentarsi con successo ad una mostra internazionale tenutasi a Nizza in quello stesso 1883, con una serie di scene e figure egiziane che gli valsero un premio della giuria e il consenso della critica. A questa vena orientalista, che radica da esordi presso Eleuterio Pagliano non immuni da influenze scapigliate, appartiene a pieno titolo il dipinto in esame. Per novità tematica e originalità dell'impianto compositivo esso risultò di immediato successo, e fu comprato alla mostra dai fratelli Alessandri per mille lire (e con il lascito Alessandri pervenne alle collezioni ospedaliere), la stessa cifra pagata in quell'occasione per il quadro Dopo pranzo di Dall'Oca. All'interesse esotico farà seguito nell'attività di Mariani una fase caratterizzata da una pittura impressionistica, di larvato simbolismo, con temi di paesaggio e di eleganti scene mondane in cui sembra perdersi tuttavia la vena di più genuina osservazione del reale. La medesima figura dell'arabo in preghiera, priva tuttavia dei respiro verticale che amplifica questa composizione, ricorre puntuale in altri suoi dipinti, come la tela In preghiera al Cairo passata di recente sul mercato (Christie's Londra, 1988) con la dispersione dell'importante collezione delle opere di Mariani già di proprietà Bernasconi. G.M. Bibliografia: DE CUBERNATIS 1906, 281; BESSONE AURELJ 1928, 414; MENEGHELLO 1986, 127; MARINELIA 1991b, 167. |
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