Scheda 54

[TAV. XXV] [Inv]: 64/R Paolino Caliari, 1763-1835 Ritratto di Alessandro Alessandri olio su tela, cm 42x33,5 iscrizioni: (SUI retro) «ALESSANDRO ALESSANDI».

[Invj: 65/R [TAvXXIV] Paolino Caliari, 1763-1835 Ritratto di Carlo Alessandrí olio su tela, cm 42,5x34 iscrizioni: (sul retro) «CARLO ALESSANDRI»

[Invj: 79/R Paolino Caliari, 1763-1835 Ritratto di Alessandro Alessandri olio su tela, cm 42x34 iscrizioni: (sul retro) «ALESSANDRO / ALESSANDRI»

 «NE CONTE NE NOBILE».

Carlo e Alessandro Alessandri furono tra le figure di primo piano degli ambienti artistici e culturali a Verona dalla metà dell'Ottocento. Di famiglia non nobile, ma di una notevole solidità economica legata a vaste proprietà immobiliari, mostrarono entrambi un precoce interesse verso le arti figurative e le antichità (MARCHINI 1972; RIGOLI 1994). Carlo (1809-1894) fu grande amico di Carlo Montanari, con il quale condivise la passione per l'archeologia. Fu socio dell'Accademia di Agricoltura dal 1841 e membro della Commissione di Ornato, direttore onorario dell'Accademia Cignaroli dal 1846 e membro permanente della commissione della Società di Belle Arti, di cui fu uno dei fondatori nel 1858 e tra i principali promotori. Alla morte di Cesare Bernasconi, nel 1871, venne nominato in sua vece conservatore onorario del Museo Civico, assieme a Pierpaolo Martinati e Antonio Bertoldi. La sua attività di entusiasta amatore d'arte in questa carica e in quella di membro della Commissione Conservatrice dei Monumenti, Belle Arti e Antichità istituita presso la prefettura non mancò peraltro di portarlo ad attriti con Giambattista Cavalcaselle, preoccupato della disinvolta politica di Alessandri nello stacco e restauro di affreschi. Riunì una raccolta archeologica improntata ad un grande eclettismo che donò al Museo Civico assieme ad un nucleo di armi antiche; all'altro versante di questo suo gusto collezionistico apparteneva invece un gruppo di 135 quadri e stampe già arredo della propria dimora cittadina. Il primogenito Alessandro (1808-1895) condivise gli interessi culturali del fratello, di cui fu erede universale alla morte di questi, nel 1894. Nel proprio testamento legò la propria biblioteca alla Società Letteraria, di cui era stato socio e conservatore, lasciando altri beni agli Asili d'Infanzia, all'Asilo delle Pericolanti, e soprattutto all'Ospedale Civile per un istituendo ospedale infantile, che poi da loro prese il nome. La collezione di dipinti, parte del legato a favore dell'ospedale pediatrico, fu parzialmente messa all'asta nel giugno del 1896, trovando peraltro un o scarso riscontro sul mercato, alcuni dei dipinti rimasti invenduti appartengono oggi alle collezioni dell'Azienda Ospedaliera. 

I tre piccoli dipinti, che li rappresentano in età giovanile, intorno agli anni Trenta der secolo, sono riferibili alla produzione ritrattistica di Paolino Caliari, che con il figlio Giovanni e Agostino Ugolini si spartì all'inizio del secolo una committenza del genere del ritratto, che non ebbe peraltro a Verona grande rilievo.

G.M.

Bibliografia: FAINELLI 1937, 189, 195; MARINELLI 1991, 162.

 

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