Scheda 28

[TAV VI] [Inv]: 28/RE Liberale da Verona, 1445-c. 1526/1529 Cristo bambino olio su tavola, cm 23x33 restauri: Sergio Stevanato, 1995.

La piccola tavola è chiaramente il frammento super~ stite, tagliato obliquamente in alto, di una Madonna adorante il Bambino, tipico della produzione matura di Liberale da Verona, e come tale riconosciuto già da tempo da Hans Joachim Eberhardt. A sostegno dell'autografia, lo studioso ne ha sottolineato, in comunicazione orale, il valore probante dell'uso di polvere d'oro nel nimbo. Essa costituisce quindi una piccola integrazione al catalogo dell'artista, senza che purtroppo ci siano stati tramandati elementi per ricostruirne con certezza l'originale destinazione.

Nel discontinuo percorso pittorico di Liberale, con un esordio brillantissimo da miniatore sostenuto da una straordinaria inventiva ornamentale, e con complesse interazioni con la pittura senese, la tavola si colloca ben oltre il suo rientro a Verona, e verosimilmente nel primo decennio del Cinquecento, arrivando a lambire cronologicamente quel periodo di involuzione espressiva che lo vedrà presto ripiegare su schemi oramai ripetitivi e sorpassati. Opera devozionale, di probabile committenza privata, la tavoletta è parimenti lontana per impegno e per gusto dalle sue opere migliori degli anni Ottanta e Novanta, e trova riscontri compositivi, in controparte, nel Bambino di una più corsiva Sacra famiglia ora a Castelvecchio (914-1B275; DEL BRAVO 1967, fig. 204), da riferire alla bottega, e che può servire a ricostruire qui idealmente la composizione originale.

Il recente restauro ne ha rimosso le alterazioni dovute a ridipinture antiquariali, che nel secolo scorso hanno coperto il manto e le braccia della Vergine, per isolare il Bambino, e ad interventi estetizzanti, tesi ad addolcirne l'espressione e la fisionomia.

La tavoletta è probabilmente identificabile con il «Bambino dipinto su tavola, antico» elencato nell'inventario dei quadri del legato Alessandri, a documentare un interesse dei donatori per la pittura antica parallelo alla più nota attività collezionistica di pittu~ ra contemporanea.

 G.M.

Indietro