Scheda 14

Pianta dei lazzaretto

ASVr, SILT, reg. 186 1, cc. 10 v - 11 r inchiostro su carta mm 415x535 (425x568 misure dei volume aperto) Seconda metà del Cinquecento.

Anche questo rilievo, come il precedente, fa parte di un cabreo, databile tra l'ottavo e il nono decennio del XVI secolo (alla carta 23v è riportata la data 1584, alla 28v, 1573) delle proprietà dell'ospedale dei Santi Giacomo e Lazzaro (una nitida pianta del quale, con i terreni circostanti, è alle cc. 3v-4r). Si tratta di una planimetria questa volta molto dettagliata della fabbrica, alla conclusione del primo cantiere, costituita da un recinto rettangolare suddiviso, da un muro perpendicolare ai lati lunghi, in due corti accessibili da ingressi separati, in posizione leggermente disassata causa la presenza del muro stesso. Le celle quadrate (14 sui lati brevi, 26 separate dal muro mediano sul lato lungo) sono precedute da un portico a pilastri, corrispondente nel modulo alla cadenza delle stanze. All'esterno, verso il «Fiume de Ladese», il cimitero (carnali), a sua volta diviso in due settori. Il disegno, di fondamentale interesse per collocare cronologicamente l'ideazione della struttura, risulta complementare al precedente. Esso consente inoltre di analizzare la tipologia della fabbrica non solo in relazione al lazzaretto milanese (giustamente messa in luce da PELLEGRINI 1949-1950, 159-161; BRUSATIN 1981, 22; MAzZI 1988, 158) ma anche al «Lazzaretto Nuovo» di Venezia, nella sua prima formulazione, anteriore alle trasformazioni databili tra la fine del xvi e l'inizio del xvii secolo. Oltre al richiamo all'isola, simulata dall'ansa dell'Adige, e alla presenza dei cimitero esterno, il rimando all'architettura veneziana, documentata da alcune immagini quattro e cinquecentesche (E. Reuwich, Veduta prospettíca della città di Venezia, 1486; anonimo, ASVe, Proprio Contarini, b.12; anonimo, ASVe, SEA, serie Laguna, n. 128, sec. XVI; D. Gallo, ASVe, serie Lidi, n. 3, 1552 pubblicate in CANiATo 1979, 350-351) è dato dal ricorso ad un recinto quadrangolare con celle modulari, separate (ma comunicanti con l'esterno nel caso di Venezia) e autosufficienti (ciascuna con un proprio camino) distribuite lungo i lati, attorno alla gran corte centrale.

L.Cam.

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