Il Servizio Sanitario Nazionale
L'Ospedale verso il futuro


Nel dopoguerra l'incapacità a procedere ad una revisione del sistema sanitario, avviato dal fascismo, portò a diseguaglianze sia nella copertura assistenziale che nelle prestazioni cui si tentò di ovviare con la frammentazione degli enti preposti. Non ebbe alcun effetto immediato l'istituzione nel 1958 del Ministero della Sanità, privo di poteri sui Consigli di Sanità e sui Medici provinciali, né sui Comitati di assistenza e beneficenza pubblica cui spettava il controllo degli Ospedali.
In attesa di poter attuare una riforma generale della sanità in Italia si procedette nel febbraio 1968 alla riforma degli Ospedali con la legge n. 132, la "legge Mariotti". Soltanto la presa d'atto di una grave e generale riduzione di risorse finanziarie e l'indebitamento degli enti ospedalieri e delle mutue portò finalmente alla legge n. 833 del 1978 ed alla istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Gli Istituti Ospitalieri di Verona alla fine degli anni '80 avevano complessivamente più di 2.600 posti-letto e la città di Verona poco meno di 300.000 abitanti. La presenza della Facoltà di Medicina e l'avvento di una Medicina sempre più indirizzata alla frammentazione specialistica furono determinanti, insieme alla convinzione dell'importanza del ruolo ospedaliero nell'assistenza sanitaria, a raggiungere quei traguardi quantitativi.
Per valutare quanta strada si è percorsa dalle prime fasi dell'assistenza caritativa allo sviluppo moderno della medicina scientifica basta osservare la nascita progressiva dei reparti specialistici e dei servizi ospedalieri e fermare la propria attenzione sul
numero dei posti-letto disponibili nelle varie fasi che abbiamo illustrato.


Fino al 1700 l'Ospedale di San Giacomo aveva una presenza giornaliera di circa 40 malati. L'episodio della peste del 1630, che portò in pochi mesi a dimezzare la popolazione di Verona, mise in crisi strutturale ed organizzativa la recettività dell'Ospedale e dell'unito Lazzaretto. La Domus Pietatis aveva circa 50 letti. La Santa Casa della Misericordia ne aveva altrettanti. In quell'epoca la città aveva circa 60 mila abitanti.
Il progetto di riunificazione del 1788 portò la Santa Casa della Misericordia a circa 240 posti-letto.
Il nuovo Ospedale di Sant'Antonio ricoverava nel 1822 circa 220 malati, di cui 90 maniaci. Il progetto Cavazzocca del 1856 aggiungeva altri 100 posti-letto. Nel 1871 i ricoverati erano 475, di cui 110 maniaci. Dopo il trasferimento di questi ultimi al San Giacomo, questo ospedale ebbe una capienza di circa 350 posti-letto.
Nell'Ospedale Civile erano presenti circa 300 ricoverati.
L'Ospedale di Sant'Antonio nel 1895 disponeva di 500 posti-letto.
La Casa di Riposo nel 1882 ricoverava 350 malati cronici.
L'Ospedale Alessandri nel 1920 poteva ricoverare 170 bambini.
La Maternità nel 1930 aveva circa 60 posti di ricovero.
Nel nuovo Centro Ospedaliero di Borgo Trento nel dopoguerra erano disponibili complessivamente 875 posti-letto.


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