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Ospedale
Civile di Borgo Trento
Progetto Beccherle
L'ultimo
Consiglio di Amministrazione Ospedaliero, prima dell'avvento del Fascismo,
fu presieduto da Giulio Ottolenghi che nell'ultima seduta del 14 aprile
1923 lasciò a verbale questa constatazione: "la città
di Verona, nel mentre dispone di un magnifico e moderno Ospedale Infantile,
possiede all'opposto un Ospedale Civile purtroppo non rispondente alle
necessità moderne, scientifiche ed igieniche". Pertanto considerò
conveniente "esaminare di tutta urgenza la possibilità di
congiungere, mediante opportuni trasferimenti e nuove costruzioni, l'Ospedale
Alessandri coll'Ospedale Civile facendo sorgere quest'ultimo nelle immediate
adiacenze del primo e ottenere così l'unificazione dei servizi
generali".
La successiva Amministrazione Orti Manara fu del parere che l'ampliamento
della vecchia sede dell'Ospedale avrebbe avuto un costo di poco inferiore
rispetto a quanto richiesto da una nuova costruzione in una località
più adatta, con possibilità di allargamento e di creazione
di un'ampia zona di rispetto.
Toccò al Commissario Prefettizio dott. V. Ciotola deliberare il
9 agosto del 1929 sulla costruzione del nuovo Centro Ospedaliero. Si decise
inoltre di cedere gratuitamente il complesso della Villa del Chievo alla
Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali (I.N.P.S.) con l'accordo che
fossero destinati 80 posti-letto per i pazienti inviati dall'Ospedale
Civile che avrebbe rifuso la retta di costo.
L'ingegner Beccherle, incaricato del progetto, propose una struttura a
padiglioni che si sviluppavano tra il corso dell'Adige e la via Mameli.
Mentre la parte nord era in gran parte costituita dall'Ospedale Infantile,
le due spine, centrale ed inferiore, comprendevano i padiglioni medici
e chirurgici. Da est a ovest si distinguevano tre zone: la prima per ambulatori,
per servizi di accoglimento, registrazione ed amministrazione e per quelli
religiosi; la seconda -cioè quella centrale- per la cura dei degenti,
l'ultima per i servizi di isolamento e di espurgo.
Il nuovo Centro Ospitaliero occupava un'area di mq. 142.184 con una media
di mq. 160 per letto rispetto ai mq. 28,50 del vecchio Ospedale Civile.
Avrebbe avuto una disponibilità complessiva di 875 posti-letto,
a confronto dei 400 dell'Ospedale di Sant'Antonio ed i 170 letti dell'Ospedale
Alessandri.
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