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La
Nuova Medicina
Nuove scoperte per la medicina
Nel corso dei suoi cento trent'anni di vita il vecchio convento di Sant'
Antonio fu rimaneggiato e progressivamente ampliato per adattarlo alle
nuove esigenze diagnostiche ed assistenziali, che si modificarono non
solo quantitativamente, ma ancor più qualitativamente.
Il secolo XIX fu teatro infatti di una rivoluzione epocale per quanto
riguarda il modo di affrontare le diverse malattie e l'organizzazione
ospedaliera fu costretta ad adattarsi.
L'assistenza caritativa si trovò a misurarsi con i nuovi concetti
di medicina preventiva e curativa che presupponevano un'attenzione particolare
all'igiene, all'alimentazione ed alla salubrità dell'aria. Le scoperte
della fisica, della fisiologia, della batteriologia, della farmacologia
cambiarono gli indirizzi diagnostici basati ancora sull'ispezione, la
palpazione e su preconcetti ideologici. Alla malattia dell'individuo si
veniva a sostituire la malattia di un organo e si cominciò a studiare
ed a riconoscere le malattie polmonari, quelle del fegato o del cuore.
L'introduzione della roentgen-diagnostica, l'uso dell'antisepsi e la disponibilità
di efficaci sostanze anestetiche aiutarono medici e chirurghi a tentare
sempre nuove strade per aggredire le malattie. Una delle patologie più
importanti che in questi anni richiesero un'attenzione particolare e l'impegno
di
conoscenze scientifiche aggiornate e di risorse importanti fu la tubercolosi.
Roberto Massalongo, direttore dell'ospedale dal 1892, fece oggetto di
una sua relazione questo problema, sottolineando l'assoluta urgenza di
avere a Verona un Sanatorio per i tubercolitici poveri della città.
Soltanto alla fine della Grande guerra, nel 1918 questo progetto si poté
realizzare quando la contessa Miniscalchi Erizzo mise a disposizione la
sua villa al Chievo.
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