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Civico
Ospitale di Sant'Antonio
Nuovi indirizzi sanitari
Nei primi anni di attività l'Amministrazione dell'Ospedale Civico
stabilì nuove norme per la degenza degli infermi. Il ricovero era
gratuito per i poveri residenti in città, mentre per gli altri
malati le cure dovevano essere pagate dai rispettivi enti o comuni di
appartenenza. I ricoveri a pagamento costituivano una novità assoluta
ed erano spia della nuova funzione di luogo di cura "specializzato"
che l'ospedale si preparava ad assumere. Per adeguare l'ospedale alle
nuove esigenze sanitarie furono necessari lavori di ristrutturazione e
si allestirono quattro reparti: il medico-maschile ed il femminile, un
reparto chirurgico promiscuo che ospitava anche le sifilitiche e le partorienti.
Il reparto maniaci era diviso nella sezione femminile e maschile.
Al
fine di visitare e servire gli infermi della Santa Casa della Misericordia
ed in quella della Pietà si era costituita fin dal 1738 una Congregazione
della Carità. Nel 1796 don Pietro Leonardi (1769-1844) fonda la
"Sacra Fratellanza dei Preti e Laici Spedalieri" con il compito
di portare assistenza spirituale e umana agli ammalati. Don Carlo Steeb
(1773-1856) entra a far parte della Sacra Fratellanza fin dalla fondazione
prestando per 18 anni assistenza nel Lazzaretto. L'incontro con Luigia
Poloni (1802-1855) risulta determinante per la fondazione di un istituto
di donne con il preciso fine di assistere gli infermi e nel 1840 si forma
il primo nucleo delle "Sorelle della Misericordia", che si inserisce
fra il personale infermieristico allora reclutato dagli strati più
umili della
popolazione, malamente retribuito, poco considerato e per nulla preparato.
Alla "Sacra Fratellanza" aveva aderito ancor giovane anche Cesare
Bresciani (1783-1871) che nel 1828 verrà nominato Cappellano capo
dell'Ospitale Civile e del Ricovero. Personaggio ricco di umanità
e di cultura, aderisce all'Ordine dei "Ministri degli infermi"
di S. Camillo de' Lellis con lo scopo raggiunto nel 1842 di fondare a
Verona una Casa che garantisse la presenza costante di sacerdoti all'interno
dell'Ospedale, al fine di
dare nei reparti maschili oltre all'assistenza spirituale anche quella
infermieristica.
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