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Dominazione
austriaca
L'Assistenza tra continuità e innovazione
Nel 1814 il Veneto passò agli austriaci e
venne annesso al Regno Lombardo-Veneto.
Pochi anni dopo, nel 1821, il governo austriaco modificò profondamente
l'amministrazione del sistema sanitario veronese sopprimendo la Congregazione
di Carità. Gli istituti assistenziali tornavano così ad
avere un'amministrazione autonoma la cui gestione fu affidata ad un Direttore
stabile. In quegli anni venne anche ribadito che i comuni dovevano provvedere
ai rispettivi istituti di beneficenza locali, mentre quelli per i maniaci
e per gli esposti erano considerati di competenza statale. Nel 1861 l'amministrazione
e la direzione degli istituti e dei fondi di beneficenza furono sottoposte
ad una neo-istituita Congregazione per la Beneficenza Pubblica che in
sostanza aveva le medesime funzioni della Congregazione di Carità
francese. Nonostante questi cambiamenti amministrativi, la rete assistenziale
rimase pressoché identica a quella del periodo francese.
Dopo
il trasferimento degli ammalati dall'Ospedale della Misericordia al nuovo
Ospedale Civile di Sant'Antonio al Corso, la sede di piazza Bra fu definitivamente
abbandonata. Il governo austriaco non guardava con favore a quell'edificio
incompleto e collocato nel centro cittadino. Per accogliere degnamente
le personalità che partecipavano al congresso della santa Alleanza,
fu deciso pertanto di risistemare la piazza, con la demolizione dell'Ospedale
della Misericordia e il completamento della facciata del palazzo della
Gran Guardia. Della demolizione dell'Ospedale avvenuta tra il 1819 e il
1820 restano numerose testimonianze grafiche.
La sistemazione di piazza Brà fu completata dall'ingegnere comunale
Giuseppe Barbieri che fu anche l'autore del progetto per la costruzione
del Palazzo Municipale, avviata nel 1848 e terminata intorno agli anni
Sessanta.
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