Santa Casa di Misericordia
Progetti per il nuovo ospedale

Attorno al 1780 l'ingegnere Antonio Pasetti fu incaricato di progettare il nuovo ospedale della Santa Casa della Misericordia che avrebbe dovuto ospitare gli infermi della Misericordia e della Domus Pietatis. Il Pasetti presentò all'amministrazione comunale un progetto di minima e uno di massima.
Il progetto di minima consisteva in un modesto intervento di ampliamento dell'esistente Ospedale della Misericordia. Prevedeva la demolizione delle vecchie case prospicienti il Liston e la costruzione di un edificio a due piani da giustapporre all'ospedale. Il piano terra doveva ospitare al centro una chiesa e ai lati, sotto un porticato, delle botteghe da affittare; al piano superiore si doveva collocare l'ospedale -150 letti- formato da un'unica sala divisa in due corsie da un colonnato. Il Pasetti curò anche l'aspetto esteriore con una lunga facciata dal prospetto classico che si doveva armonizzare con il palazzo della Gran Guardia.
Il progetto di massima era frutto di una scelta più radicale. La nuova struttura avrebbe dovuto essere costruita ex novo, non in piazza Bra, ma in luogo "più opportuno e conveniente". Libero dai vincoli urbanistici imposti da piazza Bra, il Pasetti ideò un maestoso edificio a tre piani articolato in due nuclei con al centro uno spazio aperto. Un nucleo doveva essere destinato ai servizi (archivi, magazzini, refettori …) e all'accoglienza di ragazzi poveri, l'altro all'ospedale.
Entrambe le ipotesi furono scartate a favore di un terzo progetto che rappresentava una sorta di compromesso.

Antonio Pasetti nacque nel 1719 a Verona dove visse ed operò. Sulla sua formazione giovanile e sulla vita si hanno scarse notizie. Intorno 1760 lavorò per circa sette anni a fianco di Adriano Cristofali, noto ingegnere veronese. Nel 1765 ottenne la carica di primo ingegnere all'Adige che mantenne sino al 1797 occupandosi delle acque e delle strade del territorio. Tra le sue opere si ricordano la raccolta delle planimetrie delle case e dei quartieri della città, che riporta la distribuzione dei quartieri cittadini dell'epoca; il Libro Campion delle strade interne della città; la pianta generale del Ghetto; la ricostruzione del Quartiere d'Infanteria al Crocefisso distrutto da un incendio. Partecipò inoltre al restauro della chiesa di San Giacomo del Grigliano, ma il suo nome è soprattutto legato alla progettazione del nuovo edificio ospedaliero della Santa Casa di Misericordia in piazza Bra. Morì dopo il 1798.


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