|
Santa
Casa di Misericordia
Il sistema assistenziale cambia volto Nel
Settecento si affermò una rete ospedaliera differenziata e coordinata:
alcuni ospedali assistevano gli infermi (tisici, rognosi, malati generici,
ecc.), altri accoglievano i poveri suddivisi per età. Per
migliorare il sistema assistenziale la commissione, sull'esempio di quanto
avveniva in molte città italiane, suggerì di concentrare
gli ospedali. I principali istituti cittadini dovevano essere accorpati
in un'unica maestosa struttura; i piccoli ospizi dovevano essere soppressi
e i loro patrimoni devoluti a sostegno del nuovo ospedale. A Verona queste
proposte non furono completamente realizzate perché la concentrazione
in un unico edificio si prospettava come un obiettivo troppo impegnativo.
Il Consiglio cittadino deliberò di "concentrare" gli
infermi della Domus Pietatis e della Santa Casa di Misericordia in quest'ultimo
istituto, che avrebbe dovuto anche ospitare i fanciulli, mentre gli esposti
rimanevano alla Domus Pietatis. Inoltre il Consiglio cittadino diede avvio
alla soppressione dei piccoli ospedali. Nel 1780 le persone che vivevano
a carico degli enti assistenziali cittadini erano circa 484. |